Compiti e Funzioni del Consiglio dell'Ordine

Il Consiglio dell'Ordine
Il Consiglio è l’organo direttivo dell’Ordine eletto dagli iscritti.
I componenti del Consiglio sono eletti tra gli iscritti all’Albo e restano in carica per quattro anni.
Il numero dei Consiglieri è:
• sette fino a 100 iscritti all’Albo
• nove fino a 500 iscritti
• nove fino a 1500 iscritti
• quindici oltre 1500 iscritti

Il Consiglio elegge tra i propri membri:
Presidente, Segretario, Tesoriere, Vice Presidente (facoltativo).
Il Presidente è il rappresentante legale dell'Ordine e del Consiglio, presiede il Consiglio e l’assemblea dell’Ordine
Il Segretario riceve le domande di iscrizione all'Albo, redige le deliberazioni del Consiglio e ne autentica le copie, cura la corrispondenza, ha in consegna l'archivio e la biblioteca.
Il Tesoriere è responsabile dei fondi e delle altre proprietà dell'Ordine, riscuote il contributo annuale, paga i mandati firmati dal Presidente e controfirmati dal Segretario, tiene i registri contabili e l’inventario del patrimonio dell'Ordine.
Il Consigliere con maggiore anzianità d’iscrizione svolge le funzioni del Presidente, in caso di assenza o di impedimento.
Il Vicepresidente può essere delegato a rappresentare il Presidente in alcune funzioni, esclusa la rappresentanza legale dell’Ordine.

Attribuzioni del Consiglio dell'Ordine
Le attribuzioni istituzionali del Consiglio (art. 37, legge 2537 del 25.10.1925) sono:
• tenuta dell’Albo
• vigilanza sulla disciplina degli iscritti
• adozione dei provvedimenti disciplinari
• repressione dell’uso abusivo del titolo di Ingegnere e dell’esercizio abusivo della professione
• determinazione del contributo annuale che ogni iscritto deve corrispondere per il funzionamento dell'Ordine
• elaborazione di tariffe professionali, ove non stabilite per Legge
• rilascio di pareri di congruità sulle notule
• emissione di pareri su argomenti attinenti alla professione di Ingegnere, se richiesti dalle Pubbliche Amministrazioni

Altre funzioni del Consiglio:
• promozione culturale e tecnico normativa, mediante pubblicazioni, organizzazione di convegni e corsi di formazione e di aggiornamento professionale
• organizzazione di corsi abilitanti previsti dalla Legge (ad esempio prevenzione incendi, sicurezza cantieri)
• certificazione relativa all’iscrizione all’Albo
• amministrazione relativa al funzionamento dell’Ordine

I giudizi disciplinari (art. 44, 45 legge 2537 del 25.10.1925)
Il Consiglio dell’Ordine è chiamato a reprimere, d’ufficio o su ricorso delle parti, ovvero su richiesta del Pubblico Ministero, gli abusi e le mancanze che gli iscritti abbiano commesso nell’esercizio della loro professione.
Il Presidente verifica i fatti che formano oggetto dell’imputazione, sente l’imputato, decide se vi sia motivo e fa citare l’incolpato a comparire dinanzi al Consiglio dell’Ordine.
Le pene disciplinari, che il Consiglio può pronunciare contro gli iscritti nell’Albo sono:
1) l’[U]avvertimento[/U] (consiste nel dimostrare al colpevole le mancanze commesse e nell’esortarlo a non ricadervi);
2) la censura (dichiarazione formale delle mancanze commesse e del biasimo incorso);
3) la [U]sospensione[/U] dell’esercizio della professione per un tempo non maggiore di sei mesi;
4) la [U]cancellazione[/U] dall’albo (può riscriversi solo dopo due anni).
Le deliberazioni possono essere impugnate dall’incolpato innanzi al Consiglio Nazionale entro 30 giorni dalla data di ricevimento della delibera.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri – C.N.I.
Il Consiglio Nazionale ha natura giuridica di Ente Pubblico non economico posto sotto diretta vigilanza del Ministero della Giustizia.
Ha sede presso il Ministero della Giustizia.
La composizione attuale e le attribuzioni del Consiglio Nazionale sono stabilite nel Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 382 del 23.11.1944 e nel D.P.R. 08.07.2005, n. 169.
I membri del Consiglio Nazionale sono quindici, sono eletti dai Consigli degli Ordini provinciali e restano in carica cinque anni.
Nelle elezioni del Consiglio Nazionale gli Ordini provinciali dispongono di
un voto ogni 100 iscritti o frazione, fino a 200 iscritti
un voto ogni 200 iscritti, fino a 600 iscritti
un voto ogni 300 iscritti, oltre 600 iscritti
Il Consiglio Nazionale elegge tra i propri membri:
Presidente, Vicepresidente e Segretario, che hanno attribuzioni analoghe a quelle previste per le cariche corrispondenti negli Ordini Provinciali, anche se non espressamente indicate nella Legge.

Attribuzioni del Consiglio Nazionale
Le principali attribuzioni del Consiglio Nazionale sono:
• tratta i ricorsi presentati contro le delibere dei Consigli degli Ordini provinciali in materia di iscrizione e cancellazione dall’Albo, di giudizi disciplinari, di elezioni; contro le decisioni del Consiglio Nazionale è ammesso ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per violazione di Legge
• promuove o interviene in proprio, oppure a sostegno degli Ordini provinciali, nei procedimenti giudiziari di maggiore interesse per la professione
• è organo consultivo istituzionale del Governo e del Parlamento in materia di Leggi e Regolamenti che riguardano comunque la professione di Ingegnere
• emette direttive ed esprime pareri riguardanti l’esercizio della professione e la condotta degli Ordini, di propria iniziativa e su richiesta degli Ordini provinciali e degli Organi statali
• determina il contributo dovuto dagli iscritti agli Ordini provinciali per il funzionamento del Consiglio Nazionale
Il Consiglio Nazionale ha inoltre funzioni di approfondimento tecnico culturale e normativo, pubblica un periodico e studi monografici di interesse generale per la professione. Dispone di un Centro Studi per lo svolgimento di tali attività.

La Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto – F.O.I.V.
Le Federazioni Regionali degli Ordini non sono contemplate dalle Leggi professionali vigenti e sono state costituite in molte Regioni Italiane su base volontaristica, a titolo associativo.
La Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto è stata costituita nel 1974 per volontà degli Ordini provinciali del Veneto, con le finalità di:
• essere interlocutore della Regione Veneto per tutte le problematiche di categoria di competenza regionale;
• essere fornitore, per gli iscritti agli ordini provinciali aderenti alla Federazione, dei servizi che per rapporto di scala, tipicità ed economicità gli Ordini ritengono delegabili;
• dare maggiore autorevolezza, forza ed incisività alle scelte di politica di categoria, da perseguire a livello regionale e nazionale.
Ultima modifica 2 aprile 2009