23 Febbraio 2026

Le sfide della transizione green, non solo a livello globale ma soprattutto a livello locale, sono state al centro del partecipato doppio convegno “Transizione green – verso una roadmap sostenibile” dedicato all’approfondimento di strategie, strumenti e responsabilità per costruire una roadmap sostenibile per il territorio.
Al mattino, oltre 150 studenti dell’Istituto “Giorgi-Fermi” di Treviso hanno preso parte ai lavori; nel pomeriggio, un centinaio tra ingegneri e cittadini hanno seguito l’iniziativa promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Treviso, dal Rotary Club Treviso e dal Patto Europeo per il Clima.
Il convegno è stato realizzato con la collaborazione di Europe Direct Venezia-Veneto e Unioncamere Veneto, con il patrocinio della Città di Treviso e il supporto operativo dell’Associazione Ingegneri della Provincia di Treviso.
Nel corso della giornata è stato fatto il punto sulla crisi climatica in atto e sulle politiche necessarie per invertire il processo, con un focus sulle strategie territoriali, il ruolo delle professioni tecniche e il coinvolgimento delle nuove generazioni nel percorso verso la sostenibilità.
Le relazioni degli esperti hanno evidenziato con chiarezza l’urgenza di affrontare in modo strutturato e non più rinviabile la sfida della transizione green, un’urgenza supportata da dati scientifici e indicatori ambientali che confermano la rapidità e la profondità dei cambiamenti climatici in corso. Accanto all’analisi dei dati, sono state presentate best practice già attive a livello nazionale e internazionale, esempi concreti di innovazione tecnologica, efficientamento energetico e governance sostenibile che dimostrano come il cambiamento sia possibile se sostenuto da visione e programmazione.
Particolare attenzione è stata dedicata, nella sessione mattutina rivolta agli studenti, al tema dell’orientamento. Si è discusso dell’importanza dell’attuale offerta formativa in ambito tecnico e scientifico e delle opportunità professionali emergenti per chi intende investire il proprio futuro nelle competenze legate alla transizione ecologica, dall’ingegneria ambientale all’energia, dalla progettazione sostenibile alla gestione delle risorse.
Nel dibattito finale è stato inoltre rivolto un appello alla cittadinanza e agli studenti affinché si facciano portatori di queste istanze nei confronti della politica, contribuendo a mantenere alta l’attenzione pubblica sul tema e a sollecitare decisioni coerenti con gli obiettivi di sostenibilità.
«La transizione ecologica rappresenta una delle sfide più complesse e strutturali che il nostro territorio si trova ad affrontare – ha dichiarato Alessandro Turchetto, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Treviso –. Non si tratta soltanto di adeguarsi a nuove normative o di introdurre tecnologie più efficienti, ma di ripensare in modo sistemico il modo in cui progettiamo infrastrutture, edifici, sistemi energetici e processi produttivi. Come Ordine professionale sentiamo la responsabilità di promuovere competenze aggiornate, approccio interdisciplinare e capacità di pianificazione di lungo periodo, affinché la sostenibilità diventi criterio guida di ogni scelta progettuale».
«Il Rotary crede profondamente nel valore della collaborazione tra professioni, istituzioni e società civile – ha sottolineato Simona Guardati, presidente del Rotary Club Treviso –. La transizione green non può essere delegata esclusivamente alla dimensione tecnica: è un percorso che richiede consapevolezza diffusa, cambiamento culturale e partecipazione attiva. Iniziative come questa hanno il merito di creare spazi di dialogo e di avvicinare anche i cittadini ai temi ambientali, favorendo una visione condivisa e responsabile dello sviluppo futuro».
«Il coinvolgimento delle scuole è un elemento centrale di questo percorso – ha evidenziato l’assessore all’Istruzione del Comune di Treviso, Gloria Sernagiotto –. Parlare di sostenibilità con i ragazzi significa fornire loro strumenti critici e conoscenze per comprendere le trasformazioni in atto e per diventare protagonisti consapevoli del cambiamento. Come amministrazione crediamo che educazione ambientale, innovazione e cittadinanza attiva siano pilastri fondamentali per costruire una comunità più resiliente e preparata alle sfide climatiche ed economiche dei prossimi anni».
«L’importanza di giornate come questa – ha concluso Arvea Marieni, del Patto Europeo per il Clima – è mettere attorno al tavolo tutti i componenti della società civile: professionisti, aziende, cittadini, studenti e studentesse, per cercare soluzioni a problemi che non sono soltanto immediati e urgenti, ma vitali ed essenziali per mantenere la competitività dei nostri territori e il benessere collettivo. È necessario affrontarli superando le narrazioni politiche, perché si tratta di questioni tecniche, scientifiche e di gestione del territorio, che devono essere risolte in modo laico, costruttivo e tenendo conto degli interessi diversi che spesso devono essere combinati».

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Modificato: 25 Febbraio 2026