24 Aprile 2026
In un momento storico in cui la sanità sta cambiando più velocemente che mai, il dialogo tra ingegneria e medicina non è più un’opzione: è una necessità. È da questa consapevolezza che ha preso avvio il talk “Ingegneria e Medicina: progettare insieme la sanità del futuro”, focus della seconda parte dell’Assemblea ordinaria dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Treviso, svoltasi ieri, giovedì 23 aprile, nella sede dell’Ordine.
L’intervento di Giancarlo Bizzarri, Direttore Generale dell’ULSS 2 Marca Trevigiana, ha offerto una visione concreta e allo stesso tempo prospettica delle sfide che attendono il sistema sanitario: infrastrutture più intelligenti, processi più efficienti, tecnologie più vicine ai bisogni reali delle persone: “La sanità che stiamo disegnando per il nostro territorio non può prescindere da una visione integrata, dove la componente tecnologica e quella umana si fondono in un unico, ambizioso progetto di cura. Intervenire oggi su come progettare la sanità del futuro significa affrontare la sfida della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale non come semplici evoluzioni tecniche, ma come i motori primari per abbattere le barriere tra le strutture e i cittadini. L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta una frontiera straordinaria: non per sostituire l’atto medico, ma per potenziarlo, offrendo strumenti di diagnosi precoce, analisi predittiva e personalizzazione delle terapie che fino a pochi anni fa erano impensabili. Solo attraverso questo salto tecnologico e una reale integrazione tra ospedale e territorio possiamo garantire una vera continuità assistenziale, portando la salute il più vicino possibile alla casa del paziente. Questo sforzo organizzativo e tecnologico ha però un fine ultimo imprescindibile: l’umanizzazione delle cure. Ogni algoritmo, ogni investimento in innovazione e ogni processo di ottimizzazione dei flussi devono essere orientati a semplificare la vita del paziente e a liberare tempo prezioso per la relazione umana. Vogliamo che la modernità dei nostri sistemi sia percepita dai cittadini della Marca trevigiana non come una fredda automazione, ma come un incremento di attenzione, sicurezza e, soprattutto, di tempo ritrovato per l’ascolto e la cura della persona”.
“Il confronto di oggi – ha dichiarato il Presidente dell’Ordine Alessandro Turchetto – ci ricorda che l’ingegneria biomedica è una delle colonne portanti della sanità contemporanea. Gli ingegneri contribuiscono alla sicurezza delle strutture, alla qualità dei percorsi clinici, alla gestione dei dati e allo sviluppo di tecnologie che migliorano diagnosi, terapie e qualità della vita. La sanità del futuro sarà sempre più interdisciplinare: ingegneri e professionisti sanitari dovranno lavorare fianco a fianco per progettare soluzioni sostenibili, affidabili e orientate al benessere delle persone. In questo scenario, l’intelligenza artificiale rappresenta una leva straordinaria. Come Ordine, vogliamo accompagnare questa evoluzione, promuovendo formazione, consapevolezza e responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie”.
L’intervento di Giancarlo Bizzarri, Direttore Generale dell’ULSS 2 Marca Trevigiana, ha offerto una visione concreta e allo stesso tempo prospettica delle sfide che attendono il sistema sanitario: infrastrutture più intelligenti, processi più efficienti, tecnologie più vicine ai bisogni reali delle persone: “La sanità che stiamo disegnando per il nostro territorio non può prescindere da una visione integrata, dove la componente tecnologica e quella umana si fondono in un unico, ambizioso progetto di cura. Intervenire oggi su come progettare la sanità del futuro significa affrontare la sfida della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale non come semplici evoluzioni tecniche, ma come i motori primari per abbattere le barriere tra le strutture e i cittadini. L’intelligenza artificiale, in particolare, rappresenta una frontiera straordinaria: non per sostituire l’atto medico, ma per potenziarlo, offrendo strumenti di diagnosi precoce, analisi predittiva e personalizzazione delle terapie che fino a pochi anni fa erano impensabili. Solo attraverso questo salto tecnologico e una reale integrazione tra ospedale e territorio possiamo garantire una vera continuità assistenziale, portando la salute il più vicino possibile alla casa del paziente. Questo sforzo organizzativo e tecnologico ha però un fine ultimo imprescindibile: l’umanizzazione delle cure. Ogni algoritmo, ogni investimento in innovazione e ogni processo di ottimizzazione dei flussi devono essere orientati a semplificare la vita del paziente e a liberare tempo prezioso per la relazione umana. Vogliamo che la modernità dei nostri sistemi sia percepita dai cittadini della Marca trevigiana non come una fredda automazione, ma come un incremento di attenzione, sicurezza e, soprattutto, di tempo ritrovato per l’ascolto e la cura della persona”.
“Il confronto di oggi – ha dichiarato il Presidente dell’Ordine Alessandro Turchetto – ci ricorda che l’ingegneria biomedica è una delle colonne portanti della sanità contemporanea. Gli ingegneri contribuiscono alla sicurezza delle strutture, alla qualità dei percorsi clinici, alla gestione dei dati e allo sviluppo di tecnologie che migliorano diagnosi, terapie e qualità della vita. La sanità del futuro sarà sempre più interdisciplinare: ingegneri e professionisti sanitari dovranno lavorare fianco a fianco per progettare soluzioni sostenibili, affidabili e orientate al benessere delle persone. In questo scenario, l’intelligenza artificiale rappresenta una leva straordinaria. Come Ordine, vogliamo accompagnare questa evoluzione, promuovendo formazione, consapevolezza e responsabilità nell’uso delle nuove tecnologie”.
Modificato: 24 Aprile 2026




